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12 risposte, 0 voices Last updated by  Surgeon1975 3 anni, 11 mesi fa
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    Surgeon1975
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    GUIDA ALLO UNITED STATES MEDICAL LICENSING EXAMINATION E
    ALLA RESIDENCY NEGLI STATI UNITI
    Valentina Medici
    L’ USMLE (United States Medical Licensing Examination) (http://www.usmle.org ) è costituito da una
    serie di esami che devono testare la tua capacità e maturità per entrare nel sistema medico
    americano. L’ organizzazione che presiede e gestisce le application dei medici o studenti che non
    provengono da università americane è l’ ECFMG (Educational Commission for Foreign Medical
    Graduates) (http://www.ecfmg.org): tale organizzazione è deputata inoltre permette di sostenere parte
    dell’ USMLE al di fuori degli Stati Uniti.
    L’ USMLE è composto da tre step (ma di fatto sono 4, perchè lo step2 è a sua volta diviso in altre 2
    “sottoparti”), due dei quali (step1 e step2 CK) computer-based: queste parti possono essere
    sostenute in molte sedi distribuite in tutto il mondo (in Italia, ad es, al Politecnico di Milano) e in
    tutti i giorni lavorativi (in alcune occasioni anche nei giorni festivi). Lo step2 CS si tiene solo negli
    USA. Gli esami possono essere sostenuti in qualsiasi ordine si preferisca (quindi si può iniziare
    anche con lo step2) e si hanno 7 anni di tempo per completarli (es step1 nel gennaio 2004, lo step2
    va completato entro dicembre 2010). Le varie parti dell’ esame possono essere ripetute più volte,
    ma solo in caso di fallimento di una di queste componenti (e non solo se non si è soddisfatti dello
    score ottenuto), e sempre lasciando trascorrere almeno 60 giorni fra un tentativo e l’ altro,
    comunque non più di 3 volte in 12 mesi. Ogni step va considerato singolarmente, ossia se non si
    supera una prova, questo non inficia tutte le altri parti eventualmente già superate.
    Il superamento dello step1 e 2, permette la Certificazione (USMLE certification), con la quale è
    possibile iscriversi alla residency (scuola di specializzazione) e dunque di esercitare come medico,
    ma solo se supervisionato. Lo step3 può essere sostenuto anche durante la residency, ma
    necessariamente prima del termine di questa e verifica la capacità del candidato di esercitare da
    medico in maniera autonoma.
    ISCRIVERSI ALL’ESAME
    Il modo migliore per iscriversi all’ esame è online (attraverso il sito http://www.ecfmg.org) ed il solo
    processo che porta alla definizione della data della prima parte dell’ esame che si voglia sostenere,
    richiede circa 2-3 mesi. Possono iscriversi allo step1 e 2 CK sia laureati in medicina che studenti a
    2
    partire dal IV anno di corso. L’application online richiede comunque di essere completata anche
    con l’ invio per posta di una serie di documenti (“credentials”) che sono:
    • copia del diploma di laurea (se laureato)
    • trascript (lista di tutti gli esami sostenuti)
    Tutti i documenti devono essere tradotti in inglese e legalizzati dalla Prefettura.
    Una volta completata l’ application online ed inviati i documenti (preferibilmente mediante
    corriere), l’ ECFMG provvede a verificare la veridicità delle credenziali reinviandole al preside
    della facoltà di medicina di provenienza: il preside a sua volta deve controfirmare e reinviare all’
    ECFMG (senza che il candidato venga mai nuovamente a contatto con i suoi documenti). Quando
    le credenziali siano state verificate (questa fase può richiedere 1-2 mesi di tempo), viene inviato un
    permesso (scheduling permit) al candidato che serve per programmare telefonicamente la data e la
    sede dell’ esame.
    STEP 1
    E’ un esame multiple-choice, composto da circa 300 domande, a cui rispondere in circa 8 ore di
    tempo (nella stessa giornata). Solo una risposta è corretta e la risposta sbagliata non comporta
    penalità (quindi bisogna sempre scegliere una risposta). Lo step 1 riguarda argomenti di “scienza di
    base”: Anatomia. Biochimica, Fisiologia, Statistica, Scienza del comportamento (tradotto
    letteralmente da Behavioral Science: per gli italiani, significa piuttosto etica), Microbiologia,
    Farmacologia, Patologia. Le domande sono molto precise e richiedono una conoscenza accurata di
    ogni argomento: l’ esame è costruito affinchè non possa essere superato solo “tentando” le risposte,
    non è assolutamente raccomandabile quindi di provare l’ esame, senza uno studio approfondito e
    mirato. Il risultato viene espresso come pass/fail e mediante uno score: lo score minimo per
    superare l’ esame varia a seconda della difficoltà dell’ esame sostenuto (diverso per ogni
    candidato). Per i test più difficili, può essere sufficiente il 40-50% delle risposte corrette per
    superare la prova; per i test più facili, anche il 70-80%.
    Il risultato viene comunicato esclusivamente per posta dopo 6-8 settimane dall’ esame.
    Il 50-60% dei candidati non americani e l’ 80-90% dei candidati americani supera l’esame al primo
    tentativo.
    STEP 2
    Lo step 2 è composto da due parti: il Clinical Knowledge (CK) ed il Clinical Skills (CS).
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    Il primo è un esame multiple choice, composto da circa 400 domande, basato sulle stesse regole
    dello stesso step 1, ma le domande hanno un’impronta essenzialmente clinica, dal momento che
    sono quasi tutte in realtà dei veri e propri casi clinici, descritti in circa 10 righe ciascuno. E’ un
    esame che richiede una capacità di concentrazione molto prolungata e una notevole resistenza alla
    fatica, infatti dura anch’esso circa 8 ore, durante le quali si leggono centinaia di casi clinici, in molti
    casi anche molto ridondanti (vengono descritti per ogni paziente, parametri vitali, anamnesi e storia
    familiare e solo alcune di queste informazioni sono veramente importanti per rispondere alla
    domanda). L’ esame non prevede comunque domande sulla terapia farmacologica, quindi non è
    necessario conoscere dosaggi o protocolli di trattamento.
    Il CS si tiene esclusivamente negli USA, in particolare in cinque città (Filadelfia, Atlanta, Chicago,
    Houston, Los Angeles). Richiede anch’ esso un giorno solo, ma sempre piuttosto intenso: l’ esame
    ha lo scopo di valutare e mettere alla prova le vostre capacità, soprattutto umane, di comunicazione
    con il paziente, la vostra abilità nel comunicargli le notizie, nel rassicurarlo ed informarlo; insieme a
    questo viene valutato il vostro inglese, scritto e parlato; le capacità diagnostiche, in questo esame,
    sono invece sicuramente in secondo piano. L’ esame prevede 12 incontri con pazienti simulati,
    dunque attori che fingono di essere pazienti, simulandone molto bene ed in maniera standardizzata i
    sintomi e talora anche i segni all’ esame obiettivo (a me, per esempio, è capito un caso di cefalea ad
    esordio acuto e la paziente aveva uno strabismo convergente). Ogni incontro si svolge in un
    ambulatorio perfettamente attrezzato di ogni strumento necessario per l’ esame obiettivo (dal
    martelletto all’ abbassa-lingua, dal fundoscopio all’ otoscopio). Bisogna assolutamente trattare il
    paziente con tutti gli accorgimenti che un paziente americano esige (ad es: chiedergli il permesso
    per visitarlo, per spogliarlo, scusarsi per le mani fredde ed aiutarlo sempre a rivestirsi): il giudizio
    dell’ esame si basa in gran parte proprio su questi elementi. Al termine di ogni visita, che dura 15
    minuti, si esce dall’ ambulatorio e si deve riportare in 10 minuti (su carta o su computer), l’ esame
    obiettivo, l’ anamnesi completa, la diagnosi differenziale (un massimo di 5 ipotesi, a partire dalla
    più probabile ) ed il work up diagnostico proposto. I casi clinici sono essenzialmente di medicina di
    base (ad es, cefalea, dolore toracico, dispnea, mal di schiena, dismenorrea), quindi non sono quasi
    mai problemi diagnostici complessi e non ci sono più patologie compresenti o al massimo si
    correlano in maniera molto intuitiva (es cefalea in iperteso). Bisogna avere una buona conoscenza
    dell’ inglese, ma non necessariamente perfetta: io ho sostenuto l’ esame senza mai aver lavorato in
    un paese di lingua anglosassone; da questo punto di vista i pazienti simulati sono inoltre molto
    collaborativi: parlano un buon americano e molti di loro si sforzano di scandire chiaramente le
    parole. Per quanto riguarda l’ inglese scritto, bisogna imparare il loro modo di scrivere le anamnesi:
    molto sintetico e fatto di molte abbreviazioni (con cui si entra comunque facilmente in confidenza).
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    Durante tutto l’ esame, il vostro operato viene registrato da telecamere abilmente nascoste negli
    ambulatori (è impossibile notarle durante la prova) e osservato da degli osservatori posti dietro un
    vetro a specchio (anche in questo caso non si nota la presenza di nessuno).
    Dopo aver completato lo step 1 e lo step 2, si ottiene la certificazione dall’ ECFMG: ciò significa
    poter iscriversi ad una scuola di specializzazione (residency) e dunque poter esercitare solo sotto
    supervisione. Per l’ esercizio della professione in totale autonomia è necessario superare anche lo
    Step 3.
    STEP 3
    E’ un esame computer- based, che si sostiene solo negli USA, ma in moltissime città distribuite su
    tutto il territorio. La durata dell’ esame è di due giorni: il primo giorno si rispondono alle usuali
    domande a risposta multipla, che però in questo esame sono basate essenzialmente sulla terapia:
    dunque sempre casi clinici, ma la domanda richiede buone conoscenze di gestione clinica del
    paziente e della terapia. I temi di maggiori interesse sono sempre quelli della medicina di base:
    ipertensione, diabete, pneumopatie croniche, ma anche HIV e problematiche ginecologiche ed
    ostetriche. Il secondo giorno si deve rispondere ancora a circa 200 domande a risposta multipla: in
    questo caso le domande sono in gran parte di etica e tipicamente piuttosto vaghe nella formulazione
    (vertono, ad esempio, sulla gestione dei malati terminali, sulla comunicazione delle informazione,
    sulla capacità di decisione e sull’ autonomia decisionale dei minori in ambito sanitario); oltre a
    queste domande, si devono affrontare 9 casi clinici simulati al computer: per ogni caso clinico
    vengono fornite brevi notizie cliniche ed anamnestiche sulla base delle quali bisogna impostare una
    certa terapia. Ad ogni scelta/trattamento da voi compiuto, il paziente ha una certa risposta (migliora,
    peggiora, si lamenta ecc) e si procede così nella gestione clinica fino a che il caso non termina (per
    capire il funzionamento del sistema, il candidato ha a sua disposizione un CD, che viene inviato al
    momento dell’ iscrizione all’ esame). Questa prova viene superata da circa il 90% dei medici
    americani e dal 60% degli stranieri.
    COSTI
    L’ USMLE è un esame piuttosto costoso: bisogna infatti tenere conto, oltre che delle spese di
    iscrizione, delle traduzioni legali, dei trasporti e dei pernottamenti vicino alla sede dell’ esame oltre
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    che dell’ eventuale insuccesso (per cui ogni prova che si ripete, richiede che si ripaghi la spesa di
    iscrizione).
    Step 1 1 $ 660
    Step 2 CK $ 660
    Step 2 CS $ 1200 + viaggio in USA
    Step 3 $ 570 + viaggio in USA
    Penso sia però fondamentale non farsi spaventare dai costi, seppur elevati: se ci si organizza, è
    possibile diluire la spesa anche in 2 anni, rendendola così meno gravosa.
    DOVE STUDIARE, INDIRIZZI UTILI
    La preparazione per l’ USMLE richiede a mio parere un tempo minimo di 5-6 mesi, durante i quali
    è possibile sicuramente lavorare (ad esempio da specializzando, come è nella mia esperienza) o,
    ancora meglio, studiare da studente di medicina, ma è necessario uno studio continuativo e molto
    costante. Non è raccomandabile riprendere i libri di testo su cui si è studiato durante i corsi
    universitari: la preparazione richiesta per l’ USMLE è molto schematica, mirata a dei test a risposta
    multipla e ben poco collegata alla fisiopatologia, ma piuttosto a molto nozione mnemoniche. I libri
    di testo appositi si possono comprare online (http://www.Amazon.com). Esistono anche molti siti e forum
    in cui gli studenti americani si scambiano informazioni utili, ma a volte fuorvianti (es.
    http://www.usmle.net).
    RESIDENCY
    L’ iscrizione alla residency (la scuola di specializzazione) è necessaria per poter esercitare negli
    USA dal momento che le specializzazione italiane o europee non sono riconosciute. E’ da precisare
    che la specializzazione in Gastroenterologia è di secondo livello, il che significa che bisogna prima
    completare 3 anni di residency in medicina interna e poi altri 3 anni di fellowship in
    Gatroenterologia. Se si arriva in America già da specialisti, si può sperare di ottenere una riduzione
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    della durata della residency da 3 a 2 anni, ma ulteriori riduzioni non sono ammesse.La residency
    inizia in luglio e le valutazioni per esservi ammessi si svolgono tra dicembre e gennaio (ad es, per
    iniziare la residency a luglio 2005, si viene valutati tra dicembre 2004 e gennaio 2005).
    Per poter ottenere la residency, ci sono essenzialmente 2 vie.
    1. contatti personali: se avete dei contatti diretti con una certa scuola di specializzazione, si può
    ottenere la residency (a differenza dell’ Italia, non si deve sostenere alcun esame di
    ammissione, ma dei colloqui con i direttori delle scuole). Questo è naturalmente il modo più
    sicuro e probabilmente più semplice per avere accesso al sistema americano, ma i contatti
    non sono sempre così facili da costruire.
    2. sistema ERAS (electronic residency application system) (http://www.ecfmg.org/eras): è un
    sistema centralizzato, computerizzato che gestisce le application per la residency inviate da
    parte di tutti i medici, americani e non.
    Il procedimento che permette di ottenere una residency (scuola di specializzazione) è piuttosto
    complesso e si svolge per lo più online: bisogna infatti completare una application piuttosto estesa,
    con la quale vengono richieste informazioni sul proprio iter di studi, sulle cliniche frequentate, sulle
    eventuali pubblicazioni ma anche sui propri hobby. Queste informazioni, vanno completate con dei
    documenti che, in particolare, comprendono: le lettere di referenze (in numero di 4) e la lettera da
    parte del preside della facoltà di provenienza (facoltativa per gli stranieri). Le lettere di referenze
    devono essere scritte preferenzialmente, ma non necessariamente, da persone con cui avete lavorato
    (professori e non), le quali devono specificare il grado di conoscenza che hanno di voi e soprattutto
    quanta esperienza clinica avete (contano anche informazioni apparentemente banali come: “sa
    raccogliere un’ottima anamnesi” oppure”sa interagire molto bene con i pazienti”). La lettera del
    preside di facoltà è facoltativa e la sua stesura può essere molto difficile per gli italiani (noi infatti
    non abbiamo nulla di simile): esprime la valutazione sull’ andamento del corso di studi in maniera
    matematica (è la medical student performance evaluation), facendo una media dei risultati ottenuti.
    Gli elementi più importanti per un’application di successo a mio avviso, sono:
    1. elevato score allo Step 1 e Step 2
    2. almeno una pubblicazione scientifica
    3. un’ esperienza di lavoro negli Stati Uniti, anche breve e naturalmente anche solo come
    frequentatore od osservatore
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    4. lettere di raccomandazione ben costruite sulle vostre qualità e caratteristiche
    Le application possono essere inviate, sempre tramite ERAS, fino a 10 Università di vostra
    scelta: la lista delle scuole è presente sul sito stesso di ERAS, ma anche su: http://www.amaassn.
    org/ama/pub/category/2997.html. Ogni scuola richiede ai candidati dei requisiti precisi,
    solitamente non particolarmente restrittivi (a meno che non si tratti di università come Yale,
    Stanford o Harvard, dove l’ accesso agli stranieri, mediante il sistema online, è molto limitato e
    selettivo).
    Una volta inviata l’ application, arriva la parte più difficile: ottenere il colloquio (interview) e
    sostenerlo con successo. Molti direttori di residency trovano difficile la valutazione del
    candidato straniero, perchè in effetti i background di ciascun candidato possono essere molto
    diversi, soprattutto nella qualità del lavoro svolto in passato, su cui spesso non riescono ad avere
    abbastanza garanzie. I colloqui si svolgono nella sede universitaria in questione e sono gli stessi
    direttori delle scuole a scegliere i candidati tra cui emergeranno i resident effettivi. Bisogna
    dunque considerare l’ eventualità di sostenere più colloqui in città americane diverse. Al termine
    dei colloqui, non si ha la risposta ufficiale, ma può essere comunicato se avete un abuona
    probabilità di poter diventare dei resident.

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