Home Forum General Category UK Specializzarsi in UK: ne vale davvero la pena?

39 risposte, 0 voices Last updated by  ronin195 3 anni, 11 mesi fa
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    ronin195
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    @ronin195

    Ho da poco iniziato la mia avventura nel Regno Unito e, visto che molti mi chiedono informazioni di ogni genere, per non scrivere a tutti gli utenti uno per uno apro questo argomento.
    Tutti siete al corrente di come sia organizzato il sistema formativo Inglese (Foundation Year, Registrar, etc.), ma forse non tutti lo sono sulle tempistiche.
    Gli Inglesi, com’è noto, hanno le loro peculiarità che vanno ben oltre il guidare a destra (anche se loro dicono che siamo noi a guidare a destra perché prendono come riferimento il lato della carreggiata, non quello di guida).
    La specializzazione come la intendiamo noi altri non è che il periodo in cui si è registrar, prima di esso ci sono le altre fasi che però non si succedono in automatico.
    Mi spiego meglio: finisco il foundation e voglio passare al livello successivo, mi guardo in giro e non trovo un training post (cioé quello che mi dà la possibilità di andare avanti con la specializzazione). Che faccio? ASPETTO, possibilmente lavorando in un non-training post (magari come RMO, resident medical officier, una specie di guardia medica tanto per capirci). Quando alla fine passo al livello successivo (e magari scelgo una branca chirurgica) mi frego le mani dicendo “finalmente si opera”? No: quello che un tempo veniva chiamato SMO (senior medical officier) altri non è che la versione britannica (che se non altro è retribuita) dell’aspirante specializzando Italiano che lavora per conto del direttore della scuola di spec nella speranza di infilarsi un giorno nella scuola vera e propria. A me hanno proposto di cominciare come SHO per i primi mesi in modo da familiarizzare col sistema visto che sono già specialista, quindi mi cambierebbero il contratto in qualità di registrar (in pratica fare due passi indietro per poterne fare uno in avanti). Dal punto di vista economico conviene (le tariffe sono pubblicate dal NHS e non ti possono fregare più di tanto), dipende dall’individuo in se valutare se è disposto a ripetere una parte della scuola che ha già fatto al suo paese.
    E allora uno dice: mi specializzo in un paese del cavolo e poi vado in Inghilterra, faccio bella figura come scribacchino (perché prima di diventare registrar è questo che si fa anche qui, purtroppo) e poi mi cucco un sacco di soldi, della formazione specialistica chi se ne frega. Risposta sbagliata: qui lo scribacchino, essendo pagato, deve rendere. I contratti possono essere revocati in qualunque momento e quel che è peggio possono proporvi, per fare esperienza, di lavorare gratis (cioé lo stesso che succede in Italia). Considerate che anche se fate tutta la trafila qui, fate bella figura col capo e nessuno si lamenta di voi c’è comunque un fatto piuttosto antipatico: se l’ospedale non mette a disposizione posti per le varie figure voi rimanete al palo.
    Un collega mi ha confermato che i tempi che il NHS indica formalmente per specializzarsi (circa 8 anni) sono puramente teorici, in realtà ci vogliono in media 15 anni (rigando dritto) per diventare consultant.
    A questo punto, numeri alla mano, facciamo due conti: in Italia non faccio un tubo per 5 anni, poi però vado a lavorare e recupero quello che la spec non mi ha dato in 3-5 anni circa e arriviamo a 8 anni per essere autonomo; in UK prima di essere autonomo impiego 15 anni (a meno che non sia un genio della lampada, un superfortunato o un gran paraculo, purtroppo ci sono anche qui). Il vantaggio Inglese stà nel fatto che si guadagna di più e che i vari step sono intercambiabili (se io voglio fare ortopedia ma non riesco a entrare come registrar, gli anni che ho fatto fino a quel momento valgono per poter entrare in un’altra chirurgica).
    SIA BEN CHIARA UNA COSA: NON STO’ DISPREZZANDO IL SISTEMA INGLESE.
    In Italia, quando cercavo lavoro, mi sentivo rispondere “Apri la partita IVA e ti facciamo lavorare”, qui invece di riffa o di raffa un lavoro lo trovi (magari non è il sogno della vita, ma almeno non devo elemosinare guardie mediche dai colleghi titolari). Ho un debito di riconoscenza col sistema Inglese, ma i colleghi di qui vedendo in corsia preferenziale stranieri come me che probabilmente gli soffieranno il posto cominciano a chiedersi “Ma noi siamo coglioni?”. Oltretutto alcuni, come succede in Italia, cominciano ad adattarsi a lavorare gratis per poter usufruire di un contratto in tempi successivi (i bastardi nostrani hanno fatto scuola oltremanica).
    Non ho la pretesa di aver capito tutto della vita: io conosco la realtà di Birmingham, non ho girato tutti gli ospedali Inglesi e se qualche collega Italiano che lavora qui ha delle obiezioni (motivate) sono le benvenute.
    Però se qualcuno volesse cominciare la specializzazione in UK dall’inizio queste sono le premesse, valutate bene.

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